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Contributi INPS utilizzati in compensazione e tassazione separata

 

I contributi previdenziali obbligatori costituiscono un onere deducibile dal reddito imponibile ai fini IRPEF nell’anno in cui avviene il versamento, sia che si tratti di contributi a saldo, cioè calcolato sul reddito dell’anno precedente, sia che si tratti di contributi in acconto per l’anno in corso. Ad esempio, a fronte di 1.000 euro di contributi dovuti per l’anno 2014, nel corso del 2015 dovranno essere versate due rate di acconto per il 2015, indicativamente a giugno e a novembre, ciascuna pari al 40% dei contributi dovuti per l’anno prima.

Dall’imponibile IRPEF relativo al 2015 (dichiarazione dei redditi presentata nel 2016) si sottraggono sia l’eventuale saldo saldo 2014, versato a giungo 2015, sia i due acconti di 400 euro ciascuno, versati a giugno e novembre 2015. Ma cosa succede se, per una diminuzione del reddito di lavoro autonomo, i contributi INPS dovuti per il 2015 ammontano solo a 700 euro?

La prima conseguenza è che vi sarà un credito INPS di 100 euro che potrà essere utilizzato in compensazione con gli altri versamenti fiscali risultanti dalla dichiarazione presentata nel 2016. Ma vi è un’altra conseguenza: a fronte di 800 euro di acconti INPS dedotti dall’imponibile IRPEF 2015, in quanto versati in tale anno solare, 100 euro vengono successivamente “recuperati” da parte del contribuente.

Diviene quindi necessario rettificare la deduzione operata nell’anno precedente, assoggettando a tassazione la somma versata (e dedotta) l’anno prima, ma recuperata l’anno dopo tramite la compensazione. Tale rettifica avviene tramite il meccanismo della cosiddetta "tassazione separata", secondo cui l'importo dei contributi INPS utilizzati in compensazione viene tassato con un’aliquota calcolata in base alla media degli anni precedenti, per tenere conto di quando è avvenuta la deduzione ed evitare di far aumentare l’aliquota IRPEF dell’anno in corso.

La tassazione separata viene liquidata direttamente dall’Agenzia delle entrate, un paio d’anni dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Questa situazione si verifica solo con i contributi INPS in quanto le Casse di previdenza professionali, invece del meccanismo degli acconti, prevedono una contribuzione fissa su un minimale di reddito, da versare nel corso dell’anno, e una contribuzione sul reddito eccedente tale minimale, da versare l’anno successivo. Siccome la contribuzione fissa non è rimborsabile, non sorge il problema del versamento di contributi in misura superiore a quanto dovuto.


(31 / 10 / 2017)

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